     p 26 .
     
Paragrafo 4 . L'Europa degli umanisti.
     
"Tornandomi ultimamente dall'Italia in Inghilterra, per non perdere
in  chiacchiere da rozzi illetterati tutto il tempo che mi  toccava
andar  a  cavallo, preferivo ricordare fra me e me i  nostri  studi
comuni e godermi il ricordo di amici coltissimi e dolcissimi da  me
qui  lasciati"(94). Cos inizia la dedica a Tommaso Moro dell'opera
pi  famosa  di  Erasmo  da Rotterdam, l'Elogio  della  pazzia.  Il
filosofo olandese, nel corso della sua vita, si sposta tra Parigi e
l'Inghilterra,  tra  l'Italia  e la Svizzera,  tra  l'Olanda  e  la
Germania; conosce i filosofi di tutta Europa, ha con loro  rapporti
epistolari; interessato alle tecniche della stampa, durante un  suo
soggiorno  a  Venezia passa quasi tutto il tempo presso  il  grande
tipografo Aldo Manuzio.
     Non tutti i filosofi del Rinascimento hanno fatto tanti viaggi
quanti  Erasmo; tutti per sono vissuti nell'atmosfera  feconda  di
discussioni e scambi culturali che caratterizzava l'Europa  tra  il
quindicesimo  e  il  sedicesimo  secolo.  Gli  studi  umanistici  e
l'interesse per la filologia si diffondono rapidamente in tutto  il
continente:  in  Germania Rodolfo Agricola, dopo aver  studiato  in
Italia,  insegn  per  alcuni  anni filosofia  a  Heidelberg,  dove
introdusse  lo studio della filosofia classica; in Francia  Jacques
Le  Fvre d'taples, entrato in contatto durante un suo viaggio  in
Italia  con il platonismo fiorentino, si dedica alla traduzione  in
francese  della Bibbia; ancora in Francia Pietro Ramo  conduce  una
critica  radicale alla filosofia, e in particolare alla logica,  di
Aristotele;  in  Inghilterra John Colet,  che  aveva  conosciuto  a
Firenze  Marsilio  Ficino,  diffonde il  platonismo,  fondando  una
scuola ad Oxford (Erasmo vi segu alcune delle sue lezioni).
     Questa  comunit  europea dei sapienti,  accomunati  dal  loro
scrivere  in  latino,  dal loro amore per i  classici,  dalla  loro
fiducia  nelle  possibilit dell'uomo di  trasformare  e  rinnovare
cultura  e  societ, rappresenta una novit di  grande  rilievo:  i
contrasti  tra le diverse scuole filosofiche sembrano scomparsi,  o
comunque  notevolmente attenuati; la fiducia nella  ragione  unisce
filologi e "politici".
     Nello stesso momento il vecchio continente  travagliato dalle
guerre  per  la supremazia tra Francia e Spagna, dalla  lacerazione
dell'unit della Chiesa ad opera della Riforma protestante e  dello
scisma  anglicano;  la  Germania  riformata    insanguinata  dalla
"guerra  dei  contadini"; i cattolici impegnati nella Controriforma
celebrano  processi ed eseguono condanne di eretici  e  streghe;  i
protestanti,   dalla  Svizzera  alla  Germania   fino   all'Olanda,
innalzano i loro roghi contro i dissenzienti.
     L'utopia dell'uomo artefice del proprio destino grazie all'uso
della  ragione e della virt sembra davvero soltanto  un  sogno  di
pochi  intellettuali. In realt la rinata filosofia  ha  riscoperto
tutta la sua capacit di analisi, di conoscenza e di progetto  che,
nel   giro   di  pochi  decenni,  produrr  la  grande  Rivoluzione
scientifica.
